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13 Nov 2020

Il vaccino di Pfizer sta ottenendo ottimi risultati

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È del 9 novembre l’annuncio dato dell’azienda farmaceutica Pfizer riguardo i risultati di un’analisi ad interim all’interno della terza e ultima fase di sperimentazione. Questi sono stati diffusi da Albert Bourla, amministratore delegato della società, in un comunicato stampa sul sito dell’azienda. Il vaccino di Pfizer (di cui avevamo già parlato qui), prodotto assieme all’azienda…

È del 9 novembre l’annuncio dato dell’azienda farmaceutica Pfizer riguardo i risultati di un’analisi ad interim all’interno della terza e ultima fase di sperimentazione. Questi sono stati diffusi da Albert Bourla, amministratore delegato della società, in un comunicato stampa sul sito dell’azienda.

Il vaccino di Pfizer (di cui avevamo già parlato qui), prodotto assieme all’azienda tedesca BioNTech, ha dimostrato in questi test preliminari di essere efficace al 90% contro la COVID-19. In particolare, sono risultate positive a COVID-19 solo 94 persone (su oltre 42mila incluse nella sperimentazione di fase 3). Questo gruppo di sperimentazione è diviso in due parti: coloro a cui è stato inoculato il vaccino e le persone a cui è stato invece dato il placebo, ossia una soluzione che non contiene il vaccino vero e proprio. Nel gruppo che ha ricevuto il vaccino, quindi, è stata dimostrata un’efficacia di oltre il 90% nel prevenire l’infezione da SARS-CoV-2 7 giorni dopo aver ricevuto la seconda dose, fatto che si traduce in una generazione della risposta immunitaria a 28 giorni dalla prima vaccinazione.

Il campione su cui è stata fatta la valutazione è molto ristretto, ma questa buona notizia si va ad inserire nel contesto della sperimentazione di terza fase che, in base alle dichiarazioni delle due aziende, sembra stia dando ottimi risultati.

Albert Bourla nel comunicato stampa ha infatti detto: “Oggi è un grande giorno per la scienza e l’umanità. I primi risultati della nostra fase 3 includono le prime evidenze che il vaccino prevenga l’infezione da SARS-CoV-2”.

Il vaccino si basa sull’RNA, una tipologia di protezione mai usata finora e che, se si riscontrasse capace di prevenire l’infezione alla fine della sperimentazione, sarebbe una grande innovazione tecnologica e scientifica, in grado di velocizzare il processo di produzione anche dei vaccini futuri.

Fonti: