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28 Ago 2020

Vaccini contro SARS-CoV-2: a che punto siamo?

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Nella lotta al nuovo coronavirus, a che punto si trovano le sperimentazioni dei candidati vaccini?

Sono ormai un paio di settimane che la stampa parla del nuovo “vaccino italiano”, che il 24 agosto 2020 [1] è ufficialmente entrato nella prima fase clinica della sperimentazione.

Proprio in tale data è infatti stata inoculata la prima dose ad una cinquantenne di Roma, la prima di 90 volontari scelti tra le oltre 5.000 persone che avevano inviato la propria candidatura. Il vaccino viene definito italiano poiché lo sta sviluppando l’azienda ReiThera, con sede a Castel Romano. La sperimentazione verrà seguita da un team di esperti nella sede dell’Istituto Nazionale di Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma, primo ospedale in Italia ad aver isolato il virus SARS-CoV-2 [2].

Ma GRAd-COV2, questo il nome del vaccino italiano, è solo uno dei moltissimi vaccini in sperimentazione per cercare di combattere il nuovo coronavirus. Diamo uno sguardo a quelli che si trovano nelle fasi più avanzate della sperimentazione.

Moderna/NIAID

Vi avevamo già parlato del vaccino sviluppato dalla statunitense Moderna in collaborazione con il NIAID, National Institute of Allergy and Infectious Diseases, che il 27 luglio ha iniziato il reclutamento dei candidati per la terza, e ultima, fase della sperimentazione. I risultati della prima fase, già pubblicati in uno studio e presentati il 26 agosto [3] ad un team di esperti del Center of Disease Control and Prevention (CDC), si sono mostrati promettenti.

Attualmente, nello studio di fase 3 sono coinvolti oltre 13.000 soggetti. I risultati di entrambe le sperimentazioni, fase 2 e fase 3, devono ancora essere pubblicati.

Sinovac e Sinopharm

Come si può leggere nell’aggiornamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità [4], tre dei potenziali vaccini entrati nella fase 3 della sperimentazione clinica provengono dalla Cina. Il primo è il vaccino dell’azienda farmaceutica Sinovac, gli altri due sono dell’azienda Sinopharm, uno in collaborazione con l’università di Wuhan e l’altro con l’università di Pechino.

Il candidato vaccino dell’azienda Sinovac utilizza virus SARS-CoV-2 “inattivati”, i quali non sono più in grado di infettare i pazienti ma generano comunque una risposta immunitaria nell’organismo.

I test sono ora in corso in Cina, Brasile e Indonesia.

BioNTech/Fosun/Pfizer

I primi risultati di questo vaccino sono stati pubblicati il 20 luglio [5] con un comunicato stampa dell’azienda tedesca BioNTech. L’esito della prima fase di sperimentazione è stato incoraggiante e il vaccino è entrato nelle fasi successive, per le quali dovrebbero essere reclutati oltre 30.000 candidati dai 18 agli 85 anni. Lo studio coinvolgerà oltre 120 strutture di ogni continente.

I risultati della sperimentazione di fase 1/2 sono stati diffusi il 12 agosto, in un articolo disponibile sulla nota rivista scientifica Nature [6].

AstraZeneca/Università di Oxford

GRAd-COV2 non è l’unico vaccino a parlare italiano. Anche quello che l’Università di Oxford e la società AstraZeneca stanno sviluppando vede infatti coinvolta un’eccellenza italiana: l’IRBM, con sede a Pomezia, è la società che si è occupata della produzione delle prime migliaia di dosi [7] nelle prime fasi della sperimentazione clinica [8]. ChAdOx1, questo il nome del vaccino, dopo i primi risultati positivi è stato protagonista di un accordo con la Commissione Europea, la quale, se le fasi finali dovessero dare esito positivo, procederebbe all’acquisto di 300 milioni di dosi [9].

I vaccini qui citati sono tra i 31 che vengono ora testati sull’uomo su base volontaria, ma sono oltre 140 i candidati che si trovano in fase di valutazione preclinica [4].

Fonti: