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2 Lug 2020

Assistenza sanitaria in video-chiamata: la telemedicina nell’emergenza COVID-19

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I servizi di telemedicina: come si è evoluta la sanità digitale nei mesi di emergenza coronavirus.

Effettuare diagnosi e consulti a distanza in un’epoca in cui il distanziamento sociale è alla base di tutte le attività quotidiane potrebbe essere molto utile. Un modo esiste e rientra nella definizione di telemedicina. L’assistenza sanitaria da remoto sfrutta le tecnologie digitali oggi disponibili per consentire ai pazienti il colloquio con i medici direttamente dal proprio domicilio senza la necessità di un consulto dal vivo, riducendo così il rischio di diffusione del contagio.

Anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito la telemedicina uno degli strumenti essenziali per il «rafforzamento della risposta dei sistemi sanitari al COVID-19» [1].

Uno degli elementi chiave delle tele-visite è una comunicazione telematica sicura ed efficace, che faccia sentire il paziente sicuro di ricevere l’assistenza necessaria, anche in mancanza del contatto ravvicinato con il medico. Durante l’emergenza coronavirus, l’Istituto Superiore di Sanità ha individuato alcune tipologie di soggetti che, costretti all’isolamento domiciliare, sono stati sottoposti a controllo sanitario tramite servizi di telemedicina.

Innanzitutto, i soggetti posti in quarantena con sintomi lievi o moderati di COVID-19 o asintomatici entrati in contatto con individui risultati positivi al test per SARS-CoV-2. In questo caso, la teleassistenza ha permesso di monitorare l’evoluzione del loro stato di salute, senza pesare sul già sovraccarico sistema ospedaliero.

Inoltre, la telemedicina ha consentito ai medici, anche durante il lockdown, di garantire la continuità assistenziale a pazienti affetti da patologie croniche, come diabete o malattie cardiovascolari.

Nella definizione dei servizi di teleassistenza, l’operatore sanitario deve tenere in considerazione importanti fattori, come l’effettiva possibilità del paziente di connettersi tramite dispositivi elettronici o lo stato della connessione, che deve assicurare un’adeguata qualità delle immagini trasmesse. Abbiamo poi già parlato di quanto sia cruciale garantire, anche a distanza, la comunicazione tra medici e assistiti e di come anche la robotica stia dando un grande contributo in tal senso. Inoltre, parlando di tele-controllo, non si può tralasciare l’importanza della sicurezza informatica nella protezione di dati personali sensibili come quelli sanitari.

Il Ministero per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione ha pubblicato la relazione della taskforce che ha esaminato le proposte ricevute nella call for contributions nell’ambito dell’iniziativa “Innova per l’Italia”. Tra i 504 progetti pervenuti, gli esperti hanno selezionato le 5 migliori app e soluzioni tecnologiche in grado di supportare le attività di sorveglianza attiva dei pazienti in isolamento domiciliare.

Tra queste sono state identificate applicazioni a disposizione del cittadino per una prima fase di auto-valutazione clinica (abbiamo già visto la potenzialità delle app nella sorveglianza sanitaria e tracciamento dei contagi nel caso di Immuni). Segnalati anche sistemi di telemonitoraggio dei parametri vitali, come temperatura, battito cardiaco e saturazione di ossigeno, con invio di alert in caso di criticità.

Nell’era della digitalizzazione, la telemedicina può ricoprire un ruolo di sostegno e integrazione alla medicina tradizionale, non solo in periodi di emergenza, ma anche nella comune pratica medica e sanitaria.

Fonti: