Vai alla piattaforma
Cerca

5 Giu 2020

TAC ed ecografia: tecnologie a supporto della diagnosi di COVID-19

Immagine categoria

Non solo il tampone; uso di TAC ed ecografia nella diagnosi di COVID-19

Il tampone rimane il principale strumento di diagnosi, ma altre tecnologie basate sull’analisi per immagini possono aiutare medici e operatori sanitari nella diagnosi di COVID-19.

La TAC, acronimo di tomografia assiale computerizzata, si è dimostrata utile nella diagnosi in pazienti con infezione da coronavirus allo stato iniziale. Uno studio [1] mostra che su 51 pazienti risultati positivi al virus SARS-CoV-2 tramite tampone, la TAC ha diagnosticato efficacemente 49 casi di polmonite virale; tra questi, 35 sono stati individuati prima che fossero disponibili i risultati dei test di laboratorio. La TAC può essere quindi un metodo di diagnosi rapida complementare al tampone, come dichiarato anche dal radiologo Luca Balzarini, direttore del dipartimento di Diagnostica per immagini dell’ospedale Humanitas di Rozzano [2]. Secondo Balzarini, questo esame è «in grado di cogliere i segni polmonari della malattia in fase precoce», permettendo l’isolamento tempestivo dei pazienti. Un altro articolo, pubblicato su European Journal of Radiology [3], conferma l’utilizzo della TAC come controprova anche nel caso in cui i tamponi forniscano falsi negativi.

L’ecografia, tecnica diagnostica basata sulla trasmissione di un fascio di ultrasuoni e sulla ricezione degli echi di ritorno dall’organo/tessuto bersaglio, può anch’essa contribuire alla diagnosi di infezione da SARS-CoV-2, in particolare in pazienti asintomatici o che presentano pochi sintomi (paucisintomatici). Il vantaggio dell’ecografia è quello di non sottoporre il paziente a radiazioni ionizzanti e fornire una diagnosi in tempi molto veloci. Inoltre, in situazioni di grande afflusso di pazienti in reparti di emergenza, l’ecografia consente di bilanciare le risorse disponibili, poiché non è possibile effettuare una TAC per tutti i degenti. [4,5]

Fonti: