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31 Lug 2020

Le nuove tecnologie contactless per il rispetto delle norme anti-COVID

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Mantenere il social distancing e rispettare le norme igieniche può non essere sempre facile, soprattutto in luoghi affollati e molto frequentati. Ecco alcune delle nuove soluzioni tecnologiche sviluppate per aiutare lavoratori e cittadini.

L’app che monitora la distanza

La SMAT di Torino, società metropolitana che si occupa del servizio idrico torinese, ha messo a disposizione dei suoi dipendenti un’app in grado di verificare il mantenimento della distanza interpersonale di sicurezza.

Si chiama Costanza ed è stata sviluppata dai progettisti dell’azienda Smart Beacon. Ma come funziona?

I lavoratori scaricano sul proprio smartphone l’applicazione, che viene messa in collegamento con un dispositivo indossato dal personale (il cosiddetto tag), che può essere il semplice badge o un apposito braccialetto.

Quando la distanza rilevata tra i dispositivi indossati da due colleghi scende al di sotto di due metri, il cellulare invia un alert all’utente, sotto forma sia di segnale acustico sia di vibrazione.

Se il radar di prossimità rileva una violazione della distanza persistente nel tempo, l’avviso acustico viene ripetuto ogni 60 secondi e, se il contatto dura più di dieci minuti, l’app registra l’evento. L’utente può ricevere una serie di notifiche e accedere alla cronistoria dei contatti, identificati tramite il numero di matricola e i riferimenti temporali del contatto avvenuto. Inoltre, i dipendenti possono accedere, sempre tramite l’app, a contenuti informativi riguardanti le misure di contrasto alla diffusione del virus SARS-CoV-2, i corretti comportamenti da seguire e le modalità di utilizzo dei dispositivi di protezione.

Costanza sfrutta la tecnologia iBeacon basata su Bluetooth, in grado di far interagire due dispositivi e permettere lo scambio di dati o messaggi entro una breve distanza, che può andare da quattro centimetri fino a 200 metri.

Ricordiamo che molte delle tecnologie di contact tracing sono basate sulla tecnologia Bluetooth, come nel caso dell’app Immuni.

Citofoni e ascensori touchless

Per prevenire la diffusione del contagio non è importante solo mantenere la distanza di sicurezza tra le persone. Le particelle virali, infatti, possono resistere sulle superfici degli oggetti con tempistiche che variano a seconda del materiale che costituisce la superficie stessa. Abbiamo già parlato delle ricerche in corso per realizzare superfici anti-COVID, anche per i mezzi di trasporto pubblici.

Per questo, è importante monitorare lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche che non prevedano un contatto diretto con le superfici dei dispositivi, in modo da ridurre la possibilità di trasmissione del contagio, in particolare per gli oggetti toccati spesso da molte persone. Alcuni esempi sono citofoni touchless e dispositivi di controllo degli accessi agli edifici che prevedono l’integrazione con scanner termici, in modo da non permettere l’ingresso a persone con la febbre.

La società 2N ha creato un’apposita navigazione 3D che consente di visitare virtualmente dei modelli di edifici commerciali e case private in modo da poter individuare le posizioni ottimali dove poter installare le nuove tipologia di dispositivi di sicurezza, nel rispetto delle norme anti – COVID. Ecco le parole del CEO di 2N, Michal Kratochvíl, riguardo le nuove direttive per il settore immobiliare nella fase post-emergenza: «Gli architetti, i progettisti e i gestori di immobili sono alla ricerca di modi per aiutare gli inquilini a mantenere la distanza fisica e le pratiche igieniche. Ecco perché abbiamo lanciato un nuovo strumento di animazione 3D – 2N Virtual Experience – per supportare il processo di pianificazione e contribuire a fornire loro le giuste soluzioni tecnologiche anti Covid-19».

Nasce invece dall’intuizione di alcuni giovani studenti di elettronica dell’Istituto Tecnico Tecnologico Ernesto Breda di Sesto San Giovanni l’idea di uno Smart Elevator, un ascensore intelligente che non necessita del contatto diretto tra le mani degli utenti e i tasti dell’apparecchiatura.

Gli studenti, supportati dall’azienda Sme.UP, hanno sfruttato nel loro progetto la tecnologia “Particle Photon”, capace di identificare e memorizzare in modo automatico le informazioni in speciali etichette elettroniche (tag). Il dispositivo comunica all’ascensore, tramite Wi-Fi, il piano che si vuole raggiungere senza nessuna interazione fisica con la bottoniera; l’ascensore torna poi automaticamente al piano terra per un nuovo utilizzo. Questa soluzione, oltre che rispettosa delle norme igieniche, è anche idonea per le persone affette da disabilità e pratica per ridurre la parte di componenti tecnici nell’abitacolo.

Fonti: