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8 Giu 2020

Sanificazione degli ambienti domestici e lavorativi, quali raccomandazioni?

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Pulizia e sanificazione sono due capisaldi per la prevenzione da SARS-CoV-2. È importante che vengano seguite norme precise al fine di effettuare queste attività in modo adeguato.

Le istituzioni sanitarie internazionali, tra cui l’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie), il suo corrispettivo americano CDC e l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) sono concordi nell’indicare tre regole imprescindibili per limitare il contagio:

  • adeguata ventilazione degli ambienti;
  • accurata pulizia di superfici e oggetti;
  • uso corretto dei prodotti di disinfezione.

Anche l’Istituto Superiore di Sanità ha stilato diversi rapporti con indicazioni utili per la gestione delle operazioni di sanificazione e prevenzione negli ambienti indoor. Il team di COVIDRISK ha sviluppato un’infografica basata sulle raccomandazioni per la pulizia degli ambienti non sanitari, tratta dalla circolare del Ministero della Salute n. 5543 del 22 febbraio 2020.

Infografica sviluppata da COVIDRISK: le indicazioni per la pulizia di ambienti non sanitari

Ventilazione degli ambienti

È consigliata l’apertura frequente di porte e finestre per consentire il ricambio di aria in tutti gli ambienti, in molti casi diventati anche postazioni di smart working o di didattica a distanza. Oltre a migliorare la qualità dell’aria e ridurre i fastidi legati alla permanenza in stanze poco ventilate (e.g. mal di testa, irritazione a occhi e gola ecc.), un’adeguata ventilazione naturale permette di abbassare la concentrazione di inquinanti, come i Composti Organici Volatili (COV) e limitare la possibilità di trasmissione di virus. Quando si cambia l’aria in presenza di persone estranee al nucleo familiare, si consiglia di chiudere la porta della stanza per evitare la diffusione del virus negli altri locali della casa.

Quando è preferibile aprire porte e finestre?

Meglio più volte al giorno per pochi minuti piuttosto che una sola volta per lungo tempo. È consigliabile aprire porte e finestre che non affaccino su strade trafficate o comunque scegliere le ore di minor passaggio di mezzi. La ventilazione va sempre assicurata durante lo svolgimento di operazioni di pulizia con prodotti chimici.

Come pulire gli impianti di ventilazione?

A casa si raccomanda di pulire regolarmente le prese e le griglie di ventilazione con panni in microfibra inumiditi con acqua e con i comuni saponi o con una soluzione di alcool etilico con una percentuale minima del 70%, asciugando successivamente. Una volta al mese è opportuno pulire i filtri dell’aria dell’impianto, in modo da rimuovere la polvere che contribuisce alla proliferazione di microorganismi dannosi. È bene non spruzzare disinfettanti o detergenti direttamente sul filtro per non inalare sostanze nocive, come i COV, durante il funzionamento del dispositivo.

Negli uffici e nei luoghi pubblici dotati di impianti di ventilazione meccanica (VMC), tali sistemi di aerazione devono essere sempre accesi, eliminando, se possibile, la funzione di ricircolo dell’aria che favorisce il trasporto di eventuali patogeni. Le postazioni di lavoro devono essere posizionate in modo da evitare che i dipendenti siano investiti in modo diretto dalle correnti d’aria. Da valutare la sostituzione dei pacchi filtranti con modelli più efficienti.

Pulizia e disinfezione degli ambienti

Premesso che tutti i frequentatori dei locali devono seguire le buone norme igienico-sanitarie, si devono pulire con acqua e detergenti comuni tutte le superfici, con particolare attenzione a quelle a maggior frequenza di contatto, come maniglie, superfici di servizi igienici, interruttori, finestre, ecc.

Per la decontaminazione da agenti patogeni si può ricorrere a prodotti chimici, quali ipoclorito di sodio allo 0,1% o etanolo al 70%; prima della disinfezione, è bene comunque procedere alla rimozione della polvere e alla pulizia con acqua e detergenti. In base alla superficie da trattare, possono essere utilizzati anche altri tipi di disinfettanti come quelli a base di acqua ossigenata. È buona norma leggere sempre le indicazioni d’uso riportate in etichetta e non miscelare tra loro prodotti diversi, in particolare quelli contenenti ammoniaca o candeggina.

Indicazioni per il personale di pulizia

Il personale addetto alla sanificazione deve sempre indossare gli adeguati dispositivi di protezione individuale DPI (mascherine FFP2/FFP3, protezione facciale, guanti e camice monouso impermeabile a maniche lunghe). Dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto. Le varie tipologie di mascherine sono descritte nel nostro articolo.

Sanificazione dei tessuti

La biancheria da letto o da bagno, i tendaggi e gli altri oggetti in tessuto vanno sottoposti a un ciclo di lavaggio a 90°C con detergenti. Per prodotti delicati che non sono compatibili con un lavaggio ad alta temperatura, si possono aggiungere additivi disinfettanti come l’ipoclorito di sodio. Tra i trattamenti fisici per la sanificazione di indumenti l’ISS indica l’utilizzo di vapore secco per 30 minuti.

Fonti: