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6 Nov 2020

Ricerca e sviluppo sulla COVID: le innovazioni in arrivo

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Alcune possibili applicazioni in ambito scientifico e industriale contro il coronavirus.

Lo sforzo della scienza per trovare soluzioni tecnologiche utili nella gestione dell’emergenza coronavirus prosegue a ritmo serrato.

Un punto fondamentale sul quale si concentrano molte delle ricerche in questo momento è ampliare la gamma di strumenti a disposizione per la diagnosi di COVID-19.Tra le novità più interessanti c’è il sensore in fase di sviluppo da parte dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile).

Si chiama AsDECO, acronimo di Asymptomatic DEtection Coronavirus e si propone come una potenziale alternativa per rilevare l’infezione da SARS-CoV-2. Numerosi i vantaggi che questa nuova tecnologia potrebbe offrire. Quali? La rapidità di risposta (10-15 minuti), la non invasività, il basso costo, non necessita di reagenti e analisi di laboratorio, può essere utilizzato più volte ed è grande come uno smartphone, quindi di facile utilizzo.

La diagnosi in un soffio

Il paziente dovrà solo soffiare in una cannuccia, collegata al dispositivo, il cui sensore è in grado di rilevare in tempo reale la presenza di proteine riconducibili al virus nel respiro. In breve, se sono presenti nell’aria espirata proteine virali, viene registrato da specifici algoritmi identificativi un cambiamento nella lunghezza d’onda, e quindi nel colore, della luce riflessa. Questo sistema non punta a sostituire il tampone molecolare, che rimane lo strumento privilegiato per la diagnosi di COVID, ma potrà essere utilizzato, dato anche il costo contenuto, per lo screening di massa su ampia scala, elemento che si è dimostrato determinante per arginare i contagi e individuare gli asintomatici. «La sperimentazione sul campo partirà una volta conclusa la parte di laboratorio e sarà gestita da strutture sanitare e ospedali, con i quali stiamo avviando accordi di collaborazione», ha dichiarato Antonia Lai, ricercatrice del Laboratorio Diagnostiche e Metrologia del Centro Ricerche ENEA di Frascati.

Sulla rotta della salute

È riuscito con successo il primo volo sperimentale di un drone per il trasporto di materiale sanitario, frutto della collaborazione tra l’ospedale Bambin Gesù di Roma, Leonardo, Telespazio ed ENAC. Ne ha dato notizia la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli. L’emergenza di questi mesi ha impresso un’accelerazione allo sviluppo e all’impiego di tecnologie di ultima generazione. Un sistema di logistica a controllo remoto, come quello sperimentato tra due delle sedi del Bambin Gesù, assume un’importanza cruciale nel riprogettare una mobilità 4.0 anche in ambito sanitario, per il trasporto rapido e in sicurezza di vaccini, farmaci, campioni biologici e dispositivi diagnostici.

Fibre sicure

Tutta italiana la creazione del primo tessuto antivirale, che ha ottenuto la certificazione anti-COVID-19.

Si chiama VIRKILL ed è stato ideato dall’azienda comasca Italtex S.p.A; la sua particolare caratteristica antivirale è dovuta all’introduzione di nanoparticelle di rame all’interno del filato. Il rame, le cui proprietà igienizzanti sono note fin dall’antichità, è comunemente usato come battericida e antifungicida in svariate applicazioni e di recente ne è stata provata l’efficacia anche contro diversi virus.

I test condotti sul tessuto hanno dimostrato un’inattivazione di SARS-Cov-2 superiore al 99,9% già al primo controllo. Avere a disposizione un materiale con tali caratteristiche protettive apre la strada per applicazioni in molteplici settori, dalla moda alla ristorazione fino al medicale, dove indumenti, lenzuola e camici sono un importante veicolo di permanenza e trasmissione del virus.

Fonti: