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14 Nov 2020

Report settimanale emergenza coronavirus in Italia, aggiornamento al 13 novembre

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Nuovo report dell’andamento epidemiologico per la settimana 7 – 13 novembre.

Come di consueto, anche questo sabato pubblichiamo su COVIDRISK il report dettagliato dell’andamento epidemico in Italia, riferito alla settimana 7 – 13 novembre, a cura di Coronavirus – Dati e Analisi Scientifiche.

Questa settimana la media giornaliera dei nuovi casi positivi al coronavirus sfiora la soglia dei 35mila, con la cifra record in valore assoluto di 40.902 nuovi contagi registrati il 13 novembre. C’è però da sottolineare il fatto che, nonostante il numero di contagi continui ad aumentare, il ritmo con cui la curva epidemica sale ha subito un rallentamento rispetto alle settimane precedenti. Il numero totale dei contagi da coronavirus registrati in Italia da inizio pandemia ha superato il milione ed è ad oggi di 1.107.303 casi.

L’andamento della curva epidemica è mostrato in figura 1.

Figura 1. Nuovi casi positivi, dati giornalieri. Fonte: Protezione Civile.

Al 13 novembre, la Lombardia segna il 30% dei contagi nazionali con 10.634 nuovi casi positivi, mentre il Piemonte registra 5.258 nuovi positivi (il 12,9 %). Sopra quota 3mila anche il Veneto (4.079, circa il 10%) e l’Emilia-Romagna (3.605, l’8,8%). Ricordiamo che alcune Regioni comunicano anche il dato sui tamponi rapidi antigenici effettuati, oltre a quelli molecolari.

In Italia ci sono 663.926 persone attualmente positive al coronavirus, di cui 629.782 in isolamento domiciliare e 34.144 ospedalizzate. Questa settimana ci sono stati 7.624 nuovi ricoveri (nei sette giorni precedenti erano stati 7.780): 6.909 nuovi ricoverati con sintomi e 715 in terapia intensiva. Nelle sale di rianimazione ci sono attualmente 3.230 pazienti, mentre la scorsa settimana erano 2.515.

Questa settimana sono avvenuti 3.501 nuovi decessi (nello scorso report erano 2.317); purtroppo il bilancio complessivo delle vittime da inizio emergenza sale a 44.139. I nuovi decessi giornalieri hanno superato quota 600 in due giorni consecutivi: l’11 e il 12 novembre, quando si sono registrate rispettivamente 623 e 636 vittime, dato che non si raggiungeva dallo scorso aprile.

I pazienti dimessi e guariti questa settimana sono stati 76.313 per un totale di 399.238 da inizio emergenza.

La percentuale di positività dei tamponi rispetto al totale dei tamponi eseguiti è al 16,3%, mentre la scorsa settimana era al 15,6%. In aumento anche la percentuale derivante dal rapporto tra tamponi positivi e casi testati (persone che non erano mai state sottoposte a tampone): questa settimana è al 27,8% contro il 25,5% di sette giorni fa. Sta aumentando la capacità diagnostica sul territorio nazionale: il 13 novembre sono stati effettuati 254.908 tamponi in 24 ore, il numero più alto di sempre.

In figura 2 è riportata la tabella di aggiornamento dei dati regionali, al 13 novembre.

Figura 2. Scheda riepilogativa dei dati epidemiologici aggiornata al 13 novembre 2020. Dati aggregati quotidiani Regioni/PPAA – Ministero della Salute – Istituto Superiore di Sanità.
Fonte: Protezione Civile

Il nuovo report di monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità relativo al periodo 2 – 8 novembre indica che il virus continua a circolare in tutta Italia, seppur mostrando una lieve diminuzione della trasmissibilità: l’indice Rt, calcolato sui casi sintomatici, è a 1,4, rispetto all’1,7 del precedente monitoraggio. Questo indicatore rimane comunque sopra 1 in tutte le Regioni. Tale andamento andrà confermato nelle prossime settimane per stabilire se si tratti effettivamente di un segnale di impatto delle misure restrittive introdotte nelle ultime settimane.

Il 13 novembre il Ministro della Salute Speranza ha firmato una nuova ordinanza con cui vengono estese ulteriormente le zone a rischio e gravità elevate: in fascia arancione Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia e Marche si aggiungono a Abruzzo, Basilicata, Liguria, Toscana, Umbria, Puglia e Sicilia. Campania e Toscana entrano in zona rossa, raggiungendo Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e la provincia autonoma di Bolzano.

In figura 3 le diverse misure restrittive in vigore nelle diverse zone di rischio.

Figura 3. Le misure adottate zona per zona.
Fonte: Governo

Fonti: