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8 Lug 2020

Influenza di stagione o COVID-19? Un nuovo sensore per differenziare la diagnosi

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Un nuovo strumento in sperimentazione per combattere la malattia COVID-19.

L’emergenza coronavirus continua il suo corso con oltre 150.000 nuovi contagi al giorno nel mondo, nonostante in Italia la situazione sembri essere stabile. Con l’avvento del periodo delle influenze, se l’epidemia non sarà risolta ci sarà una difficoltà: come comprendere se il paziente ha l’influenza o la COVID-19? Una possibile soluzione è in sperimentazione.

Nell’Università del Texas, ad Austin, un team di ricercatori sta lavorando allo sviluppo di un nuovo sensore che potrebbe differenziare la diagnosi tra influenza stagionale e COVID-19 nei pazienti.

Fin da subito la COVID-19, malattia causata dal virus SARS-CoV-2, ha creato difficoltà nella distinzione dall’influenza poiché alcuni sintomi sono comuni. In un aggiornamento sui casi di influenza del 13 febbraio 2020 dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) si può infatti leggere che «le persone con la COVID-19, l’influenza o il raffreddore, tipicamente sviluppano sintomi respiratori come febbre, tosse e naso che cola. Nonostante molti sintomi siano simili sono causati da virus differenti. Proprio a causa di queste similarità potrebbe essere difficile identificare la malattia basandosi solo sui sintomi».

Conoscere quale sia il virus che sta creando problemi di salute è necessario per la diversificazione della cura e il trattamento del paziente. Ricordiamo infatti che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato più volte che non vi è ancora disponibilità di una cura medica o di vaccini efficaci per la COVID-19, anche se sono molte le sperimentazioni di cui si attendono i risultati.

Uno dei ricercatori dell’Università del Texas coinvolti, Dmitry Kireev, ha sottolineato che «costruire un sensore per rilevare solo COVID-19 non darebbe un grande vantaggio, poiché ci sono già molti modi per farlo […] la particolarità del nostro lavoro è quella di sviluppare un doppio sensore, che possa differenziare velocemente le due malattie».

Il materiale utilizzato per lo sviluppo è il grafene, costituito da atomi di carbonio disposti a esagono in una maglia bidimensionale e con moltissime potenzialità e applicazioni in ambito biotecnologico, già usato dal team per un precedente biosensore il cui scopo era rilevare carenze di ferro nei bambini.

L’idea dei ricercatori statunitensi è quella di integrare al grafene degli anticorpi specifici per l’influenza e per la COVID-19, che permettano al prototipo di eseguire una diagnosi rapida e specifica. Tra un paio di mesi si avranno i primi risultati sperimentali e, se il biosensore funzionasse, potrebbe far risparmiare moltissime risorse ospedaliere nei periodi di picco epidemico, aiutando anche i pazienti, che per ottenere la diagnosi dovrebbero sottoporsi a un unico test.

Fonti: