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1 Ott 2020

Mascherine lavabili: non tutte sono inefficaci

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Una panoramica sull’efficacia delle mascherine lavabili.

Dall’inizio dell’emergenza coronavirus si parla molto delle cosiddette mascherine “di comunità”, dicitura con la quale si indicano le mascherine lavabili che non sono considerate dispositivo medico-chirurgico perché non rispettano gli standard di legge. Il Comitato Tecnico Scientifico ha infatti deciso che i ragazzi e bambini sotto i 6 anni, a scuola, sono obbligati ad utilizzare le mascherine chirurgiche usa e getta anche per questo: non essendoci una regola unica o degli standard da seguire sulle mascherine di stoffa, queste potrebbero essere molto efficaci o assolutamente inefficaci, e, in una situazione critica come quella di una classe affollata, l’efficacia è fondamentale.

Il compito delle mascherine è creare una barriera tra noi e chi ci sta intorno, come abbiamo già ampiamente discusso nel nostro precedente articolo sull’argomento (https://bit.ly/34bEyiE): maggiore è la capacità filtrante delle mascherine e migliore sarà questa barriera. Ma l’efficacia di questi dispositivi dipende da moltissimi fattori: la grandezza dei pori del tessuto, il materiale, l’impermeabilità e il numero di strati sono alcuni esempi delle caratteristiche rilevanti.

In uno studio pubblicato ad aprile su ACS Publications, un team di ricerca ha effettuato dei test sulla capacità filtrante di varie combinazioni di stoffe di cui potrebbero essere composte le mascherine.

I risultati dello studio sono piuttosto interessanti: il cotone leggero filtra ben poche particelle, dal 9 al 14% ma un doppio strato di cotone leggero arriva a filtrare fino al 49% delle particelle più grandi (sopra i 300 nanometri) e fino al 38% di quelle più piccole (sotto i 300 nanometri). Il cotone pesante, con una trama 7,5 volte più fitta rispetto al cotone sopracitato, riesce a filtrare fino al 98,4% delle particelle più grandi. Se a questo cotone si unisce uno strato di chiffon, l’efficacia aumenta e si filtrano il 99% delle particelle. L’aggiunta dello chiffon crea una barriera elettrostatica che “cattura” le particelle con una massa molecolare minore e si aggiunge all’efficacia della barriera meccanica del cotone più fitto. Per avere un paragone: una mascherina chirurgica, se indossata bene, filtra fino al 99,6% degli aerosol e dei droplets emessi da chi le indossa.

“Se indossata bene” è di fondamentale importanza, infatti indossare la mascherina posizionandola in maniera corretta, su naso e bocca e ben aderente al viso, ci permette di avere un filtro che funziona ancora meglio e di evitare le “perdite”. Un esempio? Proprio la mascherina chirurgica, se indossata con dei “gap”, come indicati nello studio, perde moltissimo del suo potere filtrante, e arriva a setacciare solo il 44% delle particelle più grandi, con una perdita di oltre il 50% del suo potere filtrante.

Fonte:

 – Studio su ACS Publications: https://pubs.acs.org/doi/10.1021/acsnano.0c03252#