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12 Giu 2020

Le novità del decreto Rilancio per le famiglie tra congedo parentale e permessi aggiuntivi

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Il decreto Rilancio, entrato in vigore lo scorso 19 maggio, ha previsto misure specifiche per le famiglie di fronte alle difficoltà economiche provocate dall’epidemia di coronavirus.

Oltre al reddito di emergenza per i nuclei familiari con ISEE sotto una certa soglia, il provvedimento prevede una serie di agevolazioni a cui è possibile accedere.

Congedo parentale

Già previsto dal Decreto Cura Italia di marzo, il congedo straordinario per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato viene esteso a un massimo di 30 giorni. Può usufruirne chi ha figli di età non superiore a 12 anni fino al 31 luglio 2020 e prevede un’indennità del 50% della retribuzione. Anche i genitori di figli fino ai 16 anni possono congedarsi dal lavoro, senza però ricevere alcun indennizzo, mentre per figli con disabilità non sono previsti limiti di età e viene corrisposta un’indennità del 50%.

Questa agevolazione è rivolta anche a dipendenti pubblici, collaboratori iscritti alla gestione separata INPS e lavoratori autonomi iscritti all’INPS.

Uniche limitazioni sono che:

  • non ci sia un altro genitore disoccupato o già beneficiario di forme di sostegno al reddito;
  • non si usufruisca già del bonus baby – sitter o per i centri estivi.

Le richieste di congedo devono essere inviate online sul portale dell’INPS, mentre devono essere inoltrate direttamente al datore di lavoro per genitori con figli fino a 16 anni .

Permessi legge 104

Per i familiari di persone affette da disabilità o per i lavoratori stessi portatori di disabilità, vengono introdotti per i mesi di maggio e giugno 12 giorni aggiuntivi di assenza consentita secondo la legge 104/92.

Questo periodo si somma ai tre giorni di permesso ordinario al mese, per cui i giorni complessivi di permesso diventano 18 per maggio e giugno.

Se si possiede già l’autorizzazione dell’INPS, l’attribuzione dei permessi addizionali è automatica, in caso contrario va inoltrata l’apposita richiesta all’Istituto e aspettare l’esito della procedura.

Per ulteriori dettagli si rimanda alla Circolare n.45 dell’INPS.

Fonti: