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8 Mag 2020

I test sierologici: cosa sono e come funzionano

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Nella cornice dell’emergenza coronavirus sono stati molti i metodi scelti per il test e il tracciamento dei contagiati: tamponi molecolari, isolamento preventivo di 14 giorni per chi viene a contatto con positivi e, ultimamente, si è parlato spesso dei test sierologici.

Ma cosa sono e come funzionano questi test?

Ci sono due diverse tipologie di test:

  • Test quantitativi: un prelievo del sangue permette di misurare la quantità di anticorpi presenti
  • Test rapidi: tramite una sola goccia di sangue si stabilisce se si sono prodotti anticorpi, ma non la quantità

Si studiano due diverse tipologie di anticorpi o immunoglobuline, entrambi prodotti solo se l’organismo è venuto a contatto con il virus: IgM (immunoglobuline M) e IgG (immunoglobuline G).

Le IgM forniscono una fotografia immediata del sistema immunitario; se i valori di IgM sono alti significa che l’infezione potrebbe essere ancora in corso.

Le IgG danno invece una fotografia del passato, perché queste si sviluppano solo in un secondo momento, anche se in quantità molto maggiore.

Perché sono utili questi test?

Il tampone nasale o orale, il cosiddetto “test molecolare”, va a misurare la presenza del virus nelle mucose citate. Se la malattia ha fatto il suo corso, questo non sarà più presente.

Per avere un’analisi più ampia, i test sierologici consentono di comprendere anche se persone che non hanno mai mostrato sintomi, dette asintomatiche, sono state o meno contagiate.

Permettono quindi di avere un quadro più chiaro della diffusione passata del virus. Se verrà dimostrato che, nel caso del nuovo coronavirus, la produzione di anticorpi causa immunità, i test sierologici consentiranno eventualmente di comprendere in che ordine di grandezza la popolazione è “protetta”. Un articolo pubblicato il 21 aprile sulla rivista scientifica The Lancet approfondisce questi argomenti.

Le informazioni che riceviamo dalle analisi del sangue non possono però sostituirsi ai test molecolari.

Vengono infatti spesso utilizzati insieme per due principali motivi. La presenza di IgM al momento dell’analisi non implica che l’infezione sia ancora in corso, cosa che il test molecolare permette invece di comprendere. Inoltre, si ha un doppio controllo sui “falsi positivi” o “falsi negativi” dei test sierologici, un limite nei risultati che hanno moltissimi test diagnostici.

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