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2 Giu 2020

Emergenza coronavirus: come capire quale tipo di mascherina utilizzare

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Con l’emergenza coronavirus le mascherine sono diventate uno strumento di protezione individuale per tutti, e non più soltanto per medici e operatori sanitari. Per questo è importante capire quali tipi di dispositivi esistono e quali scegliere in base alle attività che si svolgono.

Il DPCM del 17 maggio 2020 ha confermato l’uso obbligatorio di protezioni delle vie respiratorie nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e in tutte le occasioni, anche all’aperto, in cui non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Sono esentati dall’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni e le persone affette da disabilità che non possono indossare in modo continuativo la mascherina.

L’utilizzo di questo dispositivo di protezione individuale (DPI) non sostituisce comunque una corretta e frequente igiene delle mani e il rispetto del distanziamento sociale.

TIPOLOGIE DI MASCHERINE

  • Mascherine di comunità: secondo l’art.3 del suddetto DPCM sono così definite le «mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso». Questo tipo di mascherina non rientra quindi né nella definizione di dispositivo medico né di DPI, ma può essere un mezzo per ridurre la propagazione del virus nelle attività della vita quotidiana.
  • Mascherine chirurgiche: sono quelle a uso medico, create appositamente per l’utilizzo in ambiente sanitario e con apposita certificazione (norma tecnica UNI EN 14683:2019), che ne assicura importanti caratteristiche come resistenza, traspirabilità ed efficienza di filtrazione. Servono per evitare una contaminazione dell’ambiente circostante da parte di chi le indossa perché riducono la possibile trasmissione di agenti infettivi e fungono da barriera verso l’esterno.
  • Facciali filtranti: ne fanno parte le mascherine di tipo FFP (Filtering Face Piece), che proteggono chi le indossa da agenti esterni, come polveri, fumi, aerosol e goccioline (tra cui i cosiddetti droplets, che veicolano la trasmissione del coronavirus). Questa tipologia di filtrante è utilizzata soprattutto da operatori sanitari o in particolari ambienti di lavoro dove c’è una concentrazione elevata di polveri e particelle inalabili. Sono classificate in tre classi di protezione, a seconda del potere filtrante:
    • FFP1: filtrano almeno l’80% delle particelle presenti in aria
    • FFP2: filtrano almeno il 94% dei microorganismi
    • FFP3: filtrano almeno il 99 % delle particelle

Infine, le mascherine FFP2 e FFP3 possono essere dotate di valvola di espirazione, che non ne aumenta la capacità di filtrazione ma ne rende più confortevole l’utilizzo per chi deve indossarle per lunghi periodi.

Per le indicazioni su come indossare e riporre correttamente una mascherina vi rimandiamo al nostro articolo.

Fonti: