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21 Mag 2020

Dal prelievo all’analisi: cosa c’è da sapere sui tamponi

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I test per rilevare se un individuo è stato contagiato o meno dal virus SARS-CoV-2 sono basati su due step fondamentali: il prelievo di campioni biologici e la diagnosi molecolare.

Per il prelievo dei campioni si può ricorrere al tampone delle alte vie respiratorie attraverso il prelievo nasale, orofaringeo o nasofaringeo. È meno frequente il tampone delle basse vie respiratorie (aspirato endotracheale o lavaggio bronco alveolare), più difficile da ottenere ma preferibile per rilevare una maggiore concentrazione di virus nei casi di polmonite.

Come si preleva il campione?

Lo strumento utilizzato è un semplice bastoncino dalla punta ovattata, molto simile a un cotton fioc, con il quale viene prelevato un campione di cellule superficiali della mucosa della orofaringe o della rinofaringe. Nonostante la rapidità e la poca invasività della tecnica, l’operatore che effettua il prelievo deve avere un’adeguata formazione e un idoneo equipaggiamento di protezione, poiché un errore umano potrebbe causare la contaminazione del campione organico o il mancato prelievo di un’adeguata quantità di cellule, inficiando la misura successiva.

Ogni campione viene poi inserito in un’apposita provetta contenente il terreno necessario per creare un ambiente che consenta la sopravvivenza dei microorganismi durante il trasporto e viene etichettato con il nominativo del paziente e la data di prelievo.

Come si effettua il test molecolare?

La tecnica alla base della diagnosi molecolare è detta reazione a catena della polimerasi inversa real-time (rRT-PCR) e permette una misurazione rapida della quantità di una specifica sequenza di DNA e RNA virale presente in un campione biologico.

In sintesi, il campione viene preparato usando alcuni reagenti (primer), che riescono ad identificare l’RNA del virus e si agganciano a esso. Le molecole di RNA estratte dal campione vengono convertite in DNA tramite uno specifico enzima, la trascrittasi inversa. Il DNA ottenuto viene amplificato per ottenerne milioni di copie in modo da evidenziare l’eventuale presenza del materiale genetico virale.

Si vanno quindi a ricercare alcune sequenze specifiche di SARS-CoV-2: se tali porzioni vengono trovate, l’esito del test è positivo e il soggetto risulta contagiato.

I tempi di esecuzione sono nell’ordine di qualche ora, ma possono variare in base alla numerosità dei campioni da analizzare.

Fonti:

Per approfondire la tecnica rRT-PCR: