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13 Lug 2020

Coronavirus: i falsi miti più diffusi

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Dall’inizio dell’emergenza abbiamo imparato moltissimo del nuovo coronavirus, ma la cosiddetta “infodemia” di notizie e fatti sul virus è stata spesso anche veicolo di informazioni false o senza fondamento scientifico. Vediamone alcune.

La trasmissione tramite le zanzare

Il 26 giugno 2020 l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), che ha effettuato uno studio assieme all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, ha pubblicato in primo piano un aggiornamento sulla trasmissione del SARS-CoV-2 da parte delle zanzare.

I risultati, che verranno pubblicati prossimamente in una rivista scientifica, confermano che le zanzare comuni e le zanzare tigre non sono in grado di essere vettori del nuovo coronavirus, poiché il virus, una volta ingerito dalla zanzara, non è in grado di replicarsi e non può quindi infettare il successivo ospite attraverso le punture di questi insetti.

Il Ministero della Salute sottolinea che, in generale, non c’è alcuna evidenza scientifica che gli insetti che veicolano altri virus siano in grado di diffondere SARS-CoV-2.

L’uso delle lampade UV

Tra le nozioni senza fondamento scientifico di cui si è letto in questo periodo, l’uso delle lampade UV per uccidere il virus è sicuramente tra le più preoccupanti. Un’esposizione prolungata ai raggi UV infatti, siano essi provenienti dal sole o da fonti artificiali come lettini abbronzanti o lampade per la manicure, aumenta il rischio di danneggiare la pelle e potrebbe causare irritazione. L’American Cancer Society sottolinea che coloro che usano lampade abbronzanti hanno una maggiore probabilità di sviluppare tumori della pelle, come il melanoma.
L’ISS consiglia di lavare le mani con acqua e sapone per rimuovere il virus, altre soluzioni sono disinfettare le mani con una soluzione a base alcolica o utilizzare un gel igienizzante.

L’acqua del rubinetto è un pericolo?

L’acqua va incontro a una serie di processi di depurazione prima di sgorgare dai nostri rubinetti. Questi processi garantiscono la salubrità dell’acqua anche rispetto ai virus. Inoltre, le condizioni ambientali dei trattamenti eseguiti sull’acqua (temperature, luce solare, pH elevati) sono letali per i virus in generale, e anche per il nuovo coronavirus.

Non c’è inoltre evidenza di trasmissione del virus tramite i sistemi fognari. Per il personale sanitario esposto a reflui che potrebbero essere infetti invece, non si hanno evidenze di infezione nelle condizioni di lavoro, quindi nel rispetto delle norme di sicurezza e utilizzando i dispositivi di protezione individuale.

Alimenti crudi o freschi

Premettendo che gli alimenti devono essere sempre manipolati secondo pratiche igieniche ben precise, non c’è evidenza che ci si possa contagiare tramite la deposizione del virus sulla superficie degli stessi. Ricordiamo infatti che la modalità di trasmissione avviene attraverso le goccioline di saliva o per contatto di superfici su cui un soggetto infetto ha starnutito o tossito. L’uso dei dispositivi di protezione individuale da parte degli operatori e una corretta igiene delle mani scongiura quindi la possibilità di infezione.

Fonti: