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11 Mag 2020

Coronavirus e sicurezza sul lavoro: guida pratica per le aziende

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Siamo entrati in una fase di coesistenza con il nuovo coronavirus.
Come garantire produttività, salute e sicurezza sul lavoro ai tempi del coronavirus?
Una guida pratica in 5 punti.

1. Informare e formare il personale

Facciamo una premessa: la diffusione di COVID-19 avviene tramite le goccioline di saliva di persone infette, le quali vanno a depositarsi anche su scrivanie, superfici e oggetti di uso comune come penne o telefoni. Toccare superfici infette e poi toccarsi viso, naso o bocca è quindi un comportamento che ci mette a rischio.

Un primo passo per mantenere l’ambiente di lavoro salubre è la comprensione del “nemico”. È importante avere chiaro che il nuovo coronavirus è un virus di tipo respiratorio, quindi la sua inalazione per via orale o nasale causano infezione, così come il suo ingresso nell’organismo tramite gli occhi.

Una corretta informazione e formazione rivolte a tutto il personale permetteranno una consapevolezza maggiore e un cambiamento delle abitudini più rapido e attento.
Andrà anche spiegato cosa fare se dovessero comparire dei sintomi compatibili con la COVID-19 e a chi rivolgersi, citando ad esempio il numero di pubblica utilità 1500.

Se il personale deve utilizzare dispositivi di protezione individuale (DPI) e mantenere il distanziamento sociale ma non ne comprende la ragione, potrebbe mettere in pericolo sé stesso o gli altri nel loro uso scorretto.

In sintesi: bisogna informare e creare coscienza nel personale.

2. Mantenere il luogo di lavoro pulito e rispettare le norme igieniche

La pulizia del luogo di lavoro è sicuramente al centro di una corretta riapertura.
Giocano un ruolo sia una attenta pulizia di routine degli ambienti che una corretta igiene dei dipendenti.

Soffiarsi il naso o starnutire sono comportamenti a rischio, il personale deve essere istruito tramite dei consigli semplici: si deve starnutire nella piega del gomito e non nelle mani, altrimenti in un fazzoletto che andrà subito gettato. La mascherina è comunque da tenere in ogni momento e correttamente disposta sia su naso sia su bocca.

Per i fazzoletti sporchi, così come per guanti e mascherine usa e getta, è imprescindibile la presenza di contenitori chiusi per riporli dopo l’uso, così da minimizzare la possibilità di contatto con materiale eventualmente infetto.

Il suggerimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è quello di installare postazioni fornite di gel igienizzanti e disinfettanti, così da permettere al personale la pulizia individuale della propria postazione anche al bisogno. Va inoltre promossa una corretta igiene delle mani anche quando non si indossano guanti, che vanno lavate con acqua e sapone per almeno 60 secondi.

3. Come organizzare meeting ed eventi

Nell’organizzazione di eventi ci si deve porre una domanda: è necessario?

La possibilità che il distanziamento sociale non venga rispettato e, più in generale, la presenza di molte persone nello stesso luogo è da evitare.
Se l’evento è necessario allora ci si può chiedere se è possibile ridurre il numero dei partecipanti, magari contattandone alcuni in teleconferenza, e rispettando sempre la distanza di almeno 1 metro tra le postazioni dei presenti.

Non si può dar adito a dubbi: le postazioni devono essere preparate in anticipo, i DPI forniti prima dell’inizio dell’evento a ogni singolo che dovrà già sapere come indossarli e usarli correttamente.

Si deve conoscere la lista dei partecipanti all’evento e monitorare le condizioni di salute di tutti i dipendenti.
Le aziende dovranno attivare un sistema interno di controllo volto a tutelare la salute di tutti. Se uno dei presenti inizia a mostrare minimi sintomi, sempre nel rispetto della sua privacy, vanno contestualmente avvisati gli altri partecipanti che dovranno monitorare le proprie condizioni di salute.

In caso di confermata infezione di uno dei partecipanti, si devono rassicurare i propri dipendenti sulla possibilità di restare preventivamente a casa per 14 giorni, nei quali si dovranno controllare quotidianamente temperatura ed eventuali sintomi.

Se un dipendente, durante la partecipazione a un meeting o nel lavoro in postazione, inizia a avere sintomi da COVID-19, deve essere possibile isolarlo in sicurezza in un ambiente preposto fino all’arrivo dell’autorità sanitaria di competenza.

L’organizzazione preventiva delle norme da rispettare e delle procedure in questi casi è la risorsa più importante.

4. Considerazioni per lo spostamento dei dipendenti

È consigliabile che il dipendente che deve necessariamente recarsi all’estero per lavoro conosca prima di partire a chi rivolgersi in caso di infezione nel paese di arrivo. È bene anche informarsi sulla diffusione del virus, così da poter eventualmente ritardare il viaggio o prendere ulteriori precauzioni.

La malattia da nuovo coronavirus, COVID-19, risulta particolarmente severa per una serie di categorie a rischio: anziani, malati cronici, immunodepressi. L’OMS sconsiglia a queste persone di intraprendere viaggi innecessari.

Se un dipendente ritorna da un’area a rischio, dovrà sottoporsi ad auto-isolamento per 14 giorni, monitorando la propria temperatura e l’eventuale insorgenza di sintomi.

5. Preparare la propria azienda a un eventuale focolaio

Anche in questo caso, organizzare preventivamente un piano è la scelta vincente.

L’emergenza sanitaria causata dal nuovo coronavirus ha colto impreparate molte aziende, questo non dovrà più succedere. Lo smart working, ove possibile, deve diventare un’alternativa al lavoro in ufficio. Se dovesse esserci un nuovo focolaio infatti, prendere i mezzi pubblici per recarsi al lavoro verrebbe altamente sconsigliato.

Un piano efficace non dovrebbe sottovalutare, in aggiunta, l’impatto psicologico che un periodo prolungato di quarantena o di isolamento possono provocare sul personale.

Vanno sviluppati un piano di continuità operativa e di contingenza da applicare nel caso in cui venga istituita la zona rossa, che potranno essere applicati anche per emergenze future.
Il piano dovrà essere comunicato in modo chiaro a tutti i dipendenti, congiuntamente alle informazioni fin qui esposte.

Consigliamo di distribuire ai dipendenti e nelle aree di lavoro il materiale messo a disposizione dal Ministero della Salute:

https://bit.ly/2S1FVuU

Fonte:

https://apps.who.int/iris/handle/10665/331584