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9 Ott 2020

Covid: la crisi del settore turismo e come rilanciarlo

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I dati disponibili sulle presenze turistiche 2020 nelle strutture italiane testimoniano la forte crisi del settore. Vediamo quali sono le nuove esigenze dei turisti in epoca COVID.

Da sempre il turismo è uno dei settori economici più importanti per l’Italia. Quest’anno l’emergenza COVID ha duramente colpito i lavoratori di questo comparto: secondo un recente rapporto della Coldiretti, il mancato introito per il turismo dell’estate 2020 in Italia è stato di ben 23 miliardi di euro.

Da una parte, si è molto ridotto il numero delle presenze di stranieri che hanno scelto il Bel Paese per le vacanze rispetto allo scorso anno (16 milioni in meno di presenze), decremento dettato sia dalle preoccupazioni personali per gli spostamenti sia dalle limitazioni e dalle misure restrittive nei viaggi transnazionali. Dall’altra parte, si è verificato un calo del turismo interno, con il 13% in meno di Italiani che hanno deciso di partire per le vacanze e con una diminuzione del 25% della spesa media pro-capite.

Se poi si estende l’analisi ai primi otto mesi del 2020, secondo un rapporto dell’Istituto Demoskopika, da gennaio si è registrata una contrazione delle presenze in strutture alberghiere ed extra-alberghiere italiane pari al 52,5% (-173,5 milioni rispetto al 2019).

Ad essere colpito dalla crisi non solo il settore alberghiero, ma tutto l’indotto collegato alla presenza di turisti: ristoranti, bar, negozi, trasporti, locali e tour operator hanno risentito in modo notevole dei 12 miliardi di mancate spese provocate dall’assenza di turisti sul nostro territorio.

Le Regioni che hanno sofferto di più della scarsa presenza di visitatori stranieri sono il Veneto, la Lombardia, la Toscana, l’Emilia-Romagna e il Lazio. In difficoltà le mete di solito più ambite dai turisti internazionali, come le grandi città d’arte, mentre quest’anno due italiani su tre hanno privilegiato i piccoli borghi, con il 25% dei turisti che ha preferito una vacanza nella propria Regione di residenza, nell’ottica di evitare lunghi spostamenti e sovraffollamenti.

Sicurezza e sostenibilità

Emerge la volontà di riscoprire località più piccole e più vicine a casa, incentivata dalla ricca produzione eno-gastronomica del territorio.

Il 10° rapporto della Fondazione UniVerde, in collaborazione con il Touring Club Italia, ha fotografato il cambiamento che il coronavirus ha prodotto nelle scelte degli Italiani per quanto riguarda l’idea di turismo: il 92% degli intervistati si è detto influenzato dall’emergenza COVID al momento di decidere per le proprie vacanze. Una tipologia di turismo sostenibile, con più attenzione all’ambiente e la preferenza di spazi aperti e più larghi, è quella che risponde meglio alle esigenze espresse di maggiore sicurezza.

Tra i fattori che contribuiscono ad aumentare la percezione di minor rischio di contagio nelle strutture turistiche, ci sono il personale dotato di mascherina, la localizzazione di tavoli e posti all’aperto, la presenza di un medico in loco, il controllo della temperatura. Le strutture che adottano protocolli di sicurezza più stringenti sono quindi anche quelle percepite dal pubblico come più sicure.

La crisi del turismo coinvolge la totalità dei Paesi: l’UNESCO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) sta monitorando la situazione attuale dei siti Patrimonio dell’Umanità, molti dei quali risultano ancora chiusi in modo totale o parziale.

La richiesta di incentivi

Si alzano da più voci le richieste di aiuti al Governo per il settore turismo. Federalberghi, Confindustria Viaggi e altre associazioni del comparto hanno proposto alle istituzioni l’emissione di minibond con scadenza 25 anni per garantire più sicurezza economica e possibilità di rilancio alle imprese del settore.

Intanto, proseguono le iniziative a livello regionale per sostenere le attività turistiche. La Toscana ha stanziato, ad esempio, 5 milioni di euro a favore della Filiera del Turismo. Qui tutti i dettagli per accedere al bando e richiedere i finanziamenti.

Fonti: