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29 Giu 2020

Un braccialetto per rilevare l’infezione da COVID-19

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Una nuova tecnologia per combattere la diffusione del virus.

Sono passati mesi dall’inizio dell’emergenza coronavirus in Italia e stiamo imparando a conoscere il virus e i sintomi, ma i tamponi, i test sierologici e, in parte, anche la TAC, risultano ancora gli unici strumenti che abbiamo per rilevare la presenza del SARS-CoV-2 nell’organismo o la malattia associata.

Su COVIDRISK abbiamo già parlato di come alcune tecnologie ci abbiano aiutato durante i periodi di lockdown e delle potenzialità dell’intelligenza artificiale e dell’uso dei robot negli ospedali per combattere la diffusione del virus. Ora, un nuovo strumento tecnologico potrebbe essere al centro delle strategie future di contenimento del virus.

Lo sta sperimentando Empatica, un’azienda spin off dell’MIT (Massachusetts Institute of Technology) specializzata in intelligenza artificiale e medicina con molti italiani nel suo team, e lo sta facendo in collaborazione con l’ente governativo statunitense BARDA (Biomedical Advanced Research and Development Authority) che fa riferimento allo U.S. Department of Health and Human Services (HHS), il dipartimento di salute degli Stati Uniti.

La base di sperimentazione è un braccialetto “intelligente” già utilizzato dall’azienda per il monitoraggio di alcuni biomarcatori (indicatori biologici correlabili a malattie) e dei parametri di salute di chi lo indossa come pressione, battito cardiaco e temperatura.

Alcune ricerche preliminari hanno suggerito che ci sia una forte correlazione tra la diffusione del virus e alcuni cambiamenti fisiologici nell’organismo umano. Empatica sperimenterà una nuova versione creata ad hoc del braccialetto denominata Aura, e lo farà sugli operatori sanitari, i più esposti al virus, per una durata di 30 giorni.

I dati digitali raccolti da Aura verranno paragonati ai risultati dei tamponi nasofaringei a cui verranno sottoposti periodicamente gli operatori sanitari.

Questo periodo di prova servirà a capire le potenzialità e la possibilità di applicazione di questa nuova tecnologia, che potrebbe essere utilizzata anche per la rilevazione di molte altre malattie respiratorie, le quali hanno una forte incidenza non solo negli Stati Uniti.

Fonti: